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mercoledì 1 marzo 2017

AMANTE-PADRONE



Eravamo seduti sul divano alle 10 di sera, Miriam dopo averci pensato a lungo ha detto.
-Va bene lo chiamo io.
L'avevo vista giù di morale perché da quasi un mese Alfio suo amante  non si faceva sentire o passava a trovala così le avevo consigliato di chiamarlo lei.
Al primo momento non ha voluto ma dopo un po’ si è decisa.
Ha preso il cellulare e ha digitato il numero 
-Pronto, Alfio ciao amore Come stai ? Scusa tanto se ti disturbo, ma da un po' che non ti sento e mi manchi tanto. 
Si anche Filippo e qui e ti saluta. si adesso metto il viva voce.
-Sono stato occupato . Ho sentito rispondere  secco. appena Miriam ha inserito il viva voce.
-Mi manchi tanto, e volevamo anche invitarti  il giorno di Natale a pranzo, ci sono anche i miei genitori quelli di Filippo e mia sorella col marito, ci terremmo molto a presentarti alla nostra famiglia. È una bella occasione per farteli conoscere.
-Non lo so devo vedere, ti richiamo io per darti una risposta.
Ha detto lui.
-Va bene aspetto la risposta, pregando perché sia positiva, mi piacerebbe molto averti qui. Ha risposto Miriam.
-Ok ciao. Ha detto Alfio chiudendo la comunicazione.

Sei mesi prima quando eravamo  sposati da un anno e mezzo fantasticavamo tra di noi su varie situazioni. Il tema era sempre quello, lei con un amante e io in disparte a guardare o fuori dalla porta ad aspettare che finissero.
Eravamo molto innamorati e anche sessualmente le cose andavano bene, Miriam mia moglie 29 anni faceva l'impiegata in una media azienda io sempre impiegato 32 enne ma in una multinazionale.
Entrambi di carattere timido e remissivo sognavamo dunque un uomo maturo sicuro di se, dominate che sapeva comandare.
In quel periodo sotto casa nostra ha aperto una pizzeria che oltre ad essere per noi molto comoda si mangiava anche bene, così spesso ci fermavamo li e tra una parola e l'altra siamo entrati in confidenza con Alfio il proprietario.
Una sabato sera mentre mangiavamo una pizza Miriam mi disse.
-Filippo no pensi che il signor Alfio potrebbe essere quello che cerchiamo?
La dichiarazione di mia moglie mi ha sorpreso.
Non molto alto tarchiato con la pancia, pochi capelli rimasti completante grigi, però con uno sguardo duro e penetrante i modi di fare secchi e decisi nel comandare in modo che non ammette repliche.
-Ma cara, davvero lo vorresti come amante-padrone ? 
Ho chiesto.
-Si io credo proprio sia la persona giusta.
-Miriam avrà 60 anni !
-Ne ha 62, l'ha detto due sera fa, dai invitiamolo lunedì sera a cena da noi, visto che è il giorno di chiusura del ristorante, così vediamo, magari glielo chiediamo.
Ha detto sicura Miriam.
Un brivido mi ha percorso la schiena.
Così quando siamo andati alla casa a pagare diventando rosso per via della timidezza le ho detto.
-Signor Alfio io e mia moglie vorremmo invitarla a cena a casa nostra magari lunedì sera se per lei  a bene.
Lui è rimasto sbigottito del invito ma ha subito risposto.
-Si va bene, lunedì il locale è chiuso va bene.

La domenica l'abbiamo passata nel centro commerciale a fare la spesa Miriam e anche andata dalla parrucchiera che nel centro commerciale era aperta, si è comprata un vestitino stampato molto carino aderente con guaina che la fasciava in modo sensuale, poi ha detto.
-Devo comprare un grembiule nuovo da mettere domani sera, è un dettaglio importante devo farle capire che sono disponibile alla servitù.
Ha detto Miriam.
-Ohh, disponibile alla servitù ! Ho esclamato.
-Si voglio che diventi il mostro padrone. Ha ribadito lei.
La scelta è caduta su un grembiule semplice liscio bianco con pettorina è una tasca a mezzaluna centrale.
Tornati a casa abbiamo fatto sesso in modo appassionato.
Il lunedì Miriam ha preso un giorno di ferie dal lavoro per preparare tutto al meglio, si capiva chiaramente che ci teneva molto.
La sera rientrando dal lavoro quando ho visto Mia moglie sono rimato senza fiato, il vestitino le stava benissimo e metteva in risalto le sue curve il grembiule bianco annodato in vita le dava quel aria da brava mogliettina che mi eccitava in modo tremendo.
Il signor Alfio arrivò con circa un quarto d'ora di ritardo, aveva in mano una bottiglia di vino ed era vestito come al solito con un vestito camicia senza cravatta, quando ha visto Miriam ho notato sul su volto un espressione di desiderio, l'ha squadrata  da capo a piedi fissandola  a lungo.
La cena è stata ottima, abbiamo parlato del più e del meno poi mentre prendevamo il caffè Alfio ci ha detto che lui era separato e aveva 6 figli, poi andò diretto al punto. 
-Allora perché mi avete invitato a cena? Chiese.
Fu Miriam a parlare.
-Signor Alfio lei è una persona simpatica e vorremmo conoscerla meglio, anzi saremmo lieti se che diventasse  amico di famiglia.
-Interessante. Ha risposto lui.
-Ecco signor Alfio, poi volevo chiederle come mi trova come donna ? Insomma se le piaccio ? Ha detto Miriam imbarazzatissima.
Lui rimase in silenzio guardandola negli occhi, lei era rossa in volto 
-Si sei una gran bella figa Miriam. 
Ha detto lui in modo sfrontato, e ha aggiunto 
-Verri a letto con te subito, ma tuo marito però deve starne fuori io non voglio avere nessun rapporto con maschi solo donne al massimo qualche volta in via eccezionale le posso concedere di guardare mente scopiamo.
-Si va bene signor Alfio, però  io vorrei in realtà avere proprio una relazione con lei e le prometto che sarò la sua schiava remissiva per tutta la durata del nostro rapporto.
-Ah interessata continua.
-Sarete voi a comandare anche qui in casa nostra e vi ubbidiremo con sottomissione sia io che Filippo.
Faremo ogni cosa ci chiederà, e soddisferò ogni suo desiderio con passione.
Alfio con la mano piano piano le sollevò il vestito. Vide che aveva in dosso un paio di auto reggenti, una vera sorpresa per lui.
Lei era molto imbarazzata ma comincio a sbottonale la camicia, teneva le labbra socchiuse, lui l'ha baciata sulla bocca e lei ha risposto con passione al bacio 
-Adesso tu Filippo vai a farti un giro e ti mando io un messaggio sul cellulare quando puoi rientrare. Mi ha detto Alfio staccandosi un attimo dal bacio 
-Ma..  Eh ...
-Filippo ubbidiscili. Ha detto Miriam.
Così senza aggiungere altro sono uscito, lasciandoli soli.

Furono tre mesi molto intensi Alfio e Miriam si vedevano quasi tutti i giorni, lei con lui era sempre dolce, gentile,  sorridente, ubbidiente e arrendevole pronta ad eseguire qualsiasi ordine.
Si concedeva a lui sempre senza esitazione
Miriam diceva che i loro rapporti sessuali erano molto intensi ed appaganti, aveva  totalmente perso la testa per lui, tanto che dopo poco tempo non ha più voluto avere rapporti sessuali con me, anzi mi ha mandato a dormire nella cambretta a fianco.
-È una forma di rispetto verso il nostro padrone. Mi ha detto.
Alfio poi non mi ha mai fatto assistere ai loro rapporti sessuali, mi ordinava di andarmene fuori dalla camera o addirittura a farmi un giro,
Un giorno ho sentito Miriam dirle
-Tu sei il padrone e in casa nostra devi solo comandare mai fare nessuna fatica o sforzo, ci siamo noi a fare tutto per te, la tua vita deve essere unicamente costituita da comodità, felicità è godimento sessuale.
Qualche giorno dopo Alfio mise a Miriam una piccola catenina in acciaio intorno al collo, chiusa da un piccolo lucchetto di qui lui tenne la chiave.
A lei brillavano gli occhi come non avevo mai visto prima.
Una volta  in qui Alfio era molto nervoso, la chiamò da seduto sul divano, Miriam era occupata in cucina e tardò a raggiungerlo.
Alfio le rifilò un forte e doloroso schiaffone sulla guancia con il palmo della mano.
Miriam sii mise in ginocchio con il viso basso e timoroso, ha intrecciato le dita delle mani dietro la schiena dicendo.
-Vi chiedo umilmente perdono mio Signore e Padrone, sono una schiava stupida, scema, idiota è incapace.
Vi supplico di punirmi per i miei sbagli come ritenete  più giusto. Ha detto con le lacrime agli occhi.

-Mostrami la tua devozione. Ha detto duro lui.
Miriam ha chinato la testa le ha baciato i piedi.
-Riceverai d'ora in poi punizioni, anche corporali, per i tuoi errori e per le tue mancanze, oppure semplicemente perché io deciderò così. 
Filippo vieni qui.
-Eccomi Signor Alfio. Ho risposto avvicinandomi al divano
-D'ora  in poi è compito tuo provvedere al cambio di lenzuola e asciugamani, al bucato e pulire i bagni. Miriam, stirerà cucinerà laverà i piatti esclusivamente a mano  e i pavimenti stando inginocchiata per terra.
-Si signor Padrone. Abbiamo risposto in coro.
A volte la legava e la benda poi si fa succhiare il cazzo mentre era bendata, oppure a volte la lecca fino a farla godere, è stato capace di farla sentire sempre più succube, la voleva totalmente sottomessa ai suoi desideri e lei era contenta di questo.
Altre volte la sculacciava con pacche forti finché non le facevano male le chiappe, 
Poi al improvviso è sparito non è più vento a casa e non ha più telefonato, Miriam diventava ogni giorno più triste è abbattuta.

La vigilia di Natale richiamò lui, solo a sentire la sua voce al telefono rese Miriam raggiante.
-Domani non vengo a pranzo passo però verso le quattro a prendere un caffè. Disse rendendo Miriam felicissima.
Si presentò invece a sorpresa la sera della vigilia senza avvisare.
-Oh padron Alfio che piacere vedervi, ci siete mancato tantissimo grazie di essere venuto. Disse Miriam.
-Ti ho portato qualche regalino e voglio che domani li abbia addosso 
Disse porgendole un sacchetto con dentro dei pacchetti 
-Le posso dare ora anche il nostro regalo padrone ?
-Va bene dammelo. 
Miriam andò a prendere il prezioso pacchetto che conteneva la lussuosa scatola di un orologio costosissimo.
-Bello. disse Alfio dopo averlo scartato è messo al polso.
Poi fu la volta di Miriam ad aprire i pacchetti che erano nel sacchetto.
Il primo pacchetto conteneva un paio scarpe di vernice nera con tacco 16
Il secondo calze di seta grigio fumee.
Il terzo un corsetto-guepiere.
Il quarto pacchetto conteneva una camicetta fucsia a maniche lunghe e gonna nera con spacco laterale è un grembiulino da cameriera in cotone bianco con bordatura in pizzo di sangallo.
E poi sciolto nel sacchetto c'era un grembiule sporco di quelli che usano nella cucina del suo ristorante in cotone bianco con fasce laterali rosse, probabilmente preso dalla cucina del ristorante dopo il turno.
-Questo è per Filippo, visto che ho pensato anche a te.
Disse con un ghigno beffardo sulla faccia Alfio.
-Questa notte mi fermo qui a dormire. Annunciò.
-Oh si sono felicissima grazie amore padrone mio. Disse Miriam.
-E visto che è Natale stasera diamo il permesso al cornuto di guardare. 
-Sentendo quelle parole il mio pene di enne durissimo.
Alfio ha allungato la mano mettendola sotto la gonna di mia moglie ha afferrato le labbra della vagina stringendole con forza.
Dalla faccia di Miriam capii che il dolore che prova a era fortissimo ma non si lamentò, stringeva i denti ma gli occhi si sono riempiti di lacrime, le è uscito un sospiro  di sofferenza.
-Taci schiava, non lamentarti. L'ha ammonita lui guardandola con uno sguardo crudele.
-Ti sto solo preparando per la nostra nottata. Ha detto.
-Andiamo in camera da letto.
Appena furono in camera lui la gettò supina sul letto e si butto sopra di lei, lei allagò le gambe e le cinse le anche mette si baciavano con foga, Alfio prese in mano il suo pene e lo posizionò contro la vagina di mia moglie, poi diede un violento colpo di reni, l'amplesso fu lungo ma senza alcuna tenerezza, finché Alfio perse il controllo e le inondò il ventre con il proprio seme, lei lancio un gemito ed ebbe un potentissimo orgasmo.
Lui continuava a muoversi piano dentro di lei che mugugnava di piacere, godettero un altra volta insieme, mente io in piedi sulla porta della camera mi stavo masturbando.
Appena si riprese dalla appagante scopata Miriam mi disse.
-Filippo dai ameno baciagli i piedi per ringraziarlo.
Senza parlare ubbidii.

venerdì 17 febbraio 2017

Il DIARIO DÌ SIMONE




La sera verso le 7 quando stavo rientrando ho visto attraverso il vetro del bar che Valentina era ancora lì dietro il bancone  a provare a fare caffè e cappuccini,  mi sono soffermato a guardarla, dopo qualche minuto Rosalia le ha detto qualcosa. Subito dopo lei è uscita ad abbassare la clèr.

Circa un quarto d'ora dopo sono saliti Padron Vincenzo era davanti ed è entrato per primo dietro c'era sua moglie Rosalia e ultima c'era Valentina vestita ancora con gli abiti da lavoro, camice grembiule,zoccoli e nelle mani due immense borse
di panni sporchi da lavare e stirare.
-Fai subito a fare una lavatrice e poi dedicati alla roba da lavare a mano in acqua fredda mi raccomando. Ordinò padrona Rosalia.
-Tu prepara la cena per me è per mia moglie.
Ordinò Padron Vincenzo rivolto a me.
Loro si sedettero comodi a guardare la TV.

giovedì 16 febbraio 2017

Il DIARIO DÌ SIMONE




Questa mattina ero in ansia, Valentina era stata fuori tutta la notte, quando sono sceso al bar trattoria verso le 7 Valentina era 
dietro il bancone con padrona Rosalia era già vestita da lavoro con il 
camice gli zoccoli e il grembiule e stava imparando a fare caffè e 
cappuccini.
-Svegliati fai così stupida, sei un incapace, va che da domani mattina  o 
al massimo  dopodomani sei qui da sola a servire i clienti dalle 5 e ora che 
Ti svegli non bighellonare sempre
-Non si preoccupi padrona Rosalia al massimo dopo domani apro io alle5
 di mattina così voi venite dopo con calma. Disse Valentina.
-Allora sbrigati fai girare la manopola metti sotto la tazzina, cretina.
A quel punto sono uscito per andare al lavoro