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lunedì 19 febbraio 2018

MARIA


Con la nano piano piano le sollevai la gonna, aveva indosso un paio  di auto reggenti, una vera sorpresa, non me lo aspettavo.
-Sei fantastica le dissi.

Maria era molto impacciata ma prese il coraggio e cominciò a sbottonarmi la camicia, io le tolsi la maglietta e le sfilai la gonna poco dopo ci ritrovammo nudi, le accarezzavo i seni prosperosi, piano piano si lasciava andare e capivo che ora era a suo agio.

Le ho leccato le tette e i capezzoli a lungo poi l’ho baciata sulla bocca, alla fine mi sono sdraiato sul divano trascinandola sopra di me, le ho infilato il pene e ho cominciato a pomparla.

Quando stavo per venire, ho estratto il pene e glielo ho messo in bocca giusto qualche secondo prima di eiaculare.

 -Non ho mai goduto tanto, credevo di svenire. Mi disse Maria.

-Era un anno che aspettavo questo moneto, dal primo momento che ti ho visto. Le dissi.

Lei mi diede un bacio sulla guancia.

martedì 12 dicembre 2017

JUS PRIMAE NOCTIS 5 Anni dopo cap. 2


Giovanni quella mattina dovette lavorare da solo al bar, sua moglie e il camionista Turco rimasero nel appartamento fino dopo mezzogiorno.
Giulia appena entrati in casa le chiese.
-Posso spogliarvi io?
-Si va bene. Rispose lui.
Piano piano con mosse tenere lo spogliò mentre lui lasciava fare, eccitatissima appena fu nudo si inginocchiò davanti a lui e si mise subito a pompare il lungo e grosso membro, con calma e devozione finche non fu eccitatissimo e rigido, la donna tranquilla e pacata aveva lasciato il posto alla donna calda e appianata che si trasforma in geisha per il piacere del uomo, il Turco si sdraiò sul letto e Giulia si impalò da sola sul suo uccello, lui le succhiava i seni intanto aumentava sempre di più il ritmo della scopata penetrandola fino in fondo fino alla radice, lei si dimenava in preda alla passione, Giulia ebbe due violenti orgasmi prima che l’uomo esplose di piacere dentro di lei dandole possenti colpi di reni e schizzando fiotti di sperma calda.
Riposarono un poco e dopo lui le fu di nuovo addosso e fecero un'altra lentissima ed appagante scopata.
Quando qualche ora dopo scesero il locale era pieno di lavoratori delle varie aziende della zone che consumavano il loro pasto veloce a basa di un panino, un insalata o un primo scaldato al microonde, Giovanni correva come un pazzo per cercare di servire tutti, Giulia aveva un espressione beata che provocò in lui un erezione mentre l’uomo Turco sembrava più stanco di quando era entrato nel locale la mattina presto.
-Siediti comodo che ti porto subito da mangiare.
Le disse sorridendo in modo dolce Giulia.
Le portò un piatto di gnocchi e una birra dopo averli preparati, lui li mangiò con calma mentre Giulia aiutò il marito nel lavoro.
Verso le 14, 30 erano rimasti nel bar solo Giovanni e Giulia indaffarati a pulire e riordinare mentre Elvan, cosi si chiamava il camionista Turco li guardava sorseggiando un ennesima birra.
Ricordava proprio Giorgio il vecchio proprietario quando passava il suo tempo guardandoli mentre lavoravano.
Verso le 15 squillò il cellulare di Elvan, lui rispose e parlò per più di dieci minuti in Turco.
-Devere stare fermo qui fino a quando capo non trova carico per tornare in Turchia. Disse dopo aver interrotto la comunicazione.
-Bene allora starai con noi. Esclamò Giulia.
-Si io dormire con te. Affermò sicuro lui.
Giovanni faceva finta di niente ma la situazione lo eccitava.
La sera dopo aver chiuso il bar, salirono tutti e tre nel appartamento.
-Tu ricordre che avere promesso di obbedire in tutto.
Disse Elvan a Giulia.
-Ti giuro che sarò la tua schiava ubbidiente. Rispose lei.
Non aveva ancora finito di pronunciare quelle parole che già si stavano baciando appassionatamente sulla bocca.
Elvan, la spinse giù e lei docilmente le apri la lampo e le prese il cazzo in  bocca, un uccello molto grosso che le riempiva la bocca sbattendo infondo alla gola.
Si diede molto da fare con la bocca e la lingua pompando con passione, quando Elvan sentì che stava per arrivare l’orgasmo si ritirò e schizzò sulla faccia estasiata di Giulia, un attimo dopo lei si alzò e andò a baciare Giovanni con la lingua vischiosa dello sperma che le colava dalle labbra.
Lui eccitatissimo rispose al bacio, Elvan si avvicinò ai due già visibilmente eccitato e di nuovo pronto.
Le ordinò di spogliarsi completate a vicenda, loro lo fecero finché non furono completate nudi a quel punto li fece mettere in ginocchio con la fronte che poggiava sul pavimento e il sedere in alto totalmente offerti a lui, Giulia cominciò ad ondeggiare il culo in modo invitante, forse per invitarlo a scegliere il suo e non quello del marito.
Il Turco scelse lei con grande sollievo di Giovanni.

sabato 11 novembre 2017

JUS PRIMAE NOCTIS 5 Anni dopo



 
Giovanni e Giulia erano sposati da 5 anni, ancora lavoravano  insieme al bar “Da Giorgio” (vedi racconto Jus primae noctis)  Che una volta era di proprietà appunto del Signor Giorgio ora invece era loro, lo avevano comprato facendo un mutuo e molti sacrifici.
Abitavano nel appartamento sopra il bar che era nella zona industriale, anch’esso acquistato, non avevano cambiato nome al bar perche si sentivano molto legai al Signor Giorgio che al epoca aveva 65 anni ed era un uomo corpulento sempre in giacca e cravatta con fare arrogante e strafottente molto vanitoso, ma loro non avrebbero mai potuto scordalo.

Quando si sposarono 5 anni prima, lavoravano già li da 2 anni, Giovanni aveva 28 anni ed era un bel ragazzo come hobby giocava a Rugby alto 1 e 80 per 78 kg tipo atletico e muscoloso biondo con un bel carattere sempre allegro.
Giulia era una bellissima ragazza 22 anni longilinea ma con delle belle curve i capelli castano chiaro le scendevano fino alle spalle alta 1 e70 pesava 65 kg con la terza di reggiseno, erano una bella coppia moderna e affiatata.
Tutto era cominciato da una battuta del signor Giorgio
-Giovannino ti faccio la prima notte di nozze, sai una volta usava che quando una coppia si sposava  il Nobile della zona aveva il diritto di passare la prima notte di nozze con la sposina.
Al primo momento Giovanni e Giulia si offesero anche un pochino, poi però parlarono a lungo tra di loro e scoprirono di eccitarsi, al pensiero provavano un piacere intensissimo che partiva dalla testa e le incendiava il corpo.
Cosi qualche giorno dopo andarono dal Signor Giorgio alle sei il momento di chiudere il bar e diventando entrambi rossi paonazzi dalla vergogna le dissero.
-Signor Giorgio, noi abbiamo pensato parecchio a quella cosa che dice lei della prima notte di nozze e ci piacerebbe.
-Beh se va bene a voi a me va benissimo. Rispose lui, sorpreso.
-Sei vergine? Chiese a Giulia.
-Si Signore,  perché volevo arrivare vergine al matrimonio.
Il Signor Giorgio entrò in uno stato di eccitazione incredibile, non riusciva a credere alla fortuna, una giovane coppia moderna e di bella presenza come loro accettava di sottomettersi ad un antico rito medioevale e per di più la sposina era ancora vergine.
Non è che i due fossero dei fresconi che non avevano mai fatti niente, ma non erano mai arrivati alla penetrazione completa proprio per il desiderio di Giulia di avvivare vergine al matrimonio, poi quella proposta assurda surreale aveva acceso le fantasie perverse dei due giovani, ci pensavano mentre lui le succhiava i capezzoli finché non si bagnava bene e si dilatava la vagina poi le masturbava il clitoride e leccava fino a quando le schizzava in bocca il suo nettare, oppure quando era lei a farle dei giochini con la lingua, gli e lo succhiava palpandole i coglioni, quel pensiero rendeva tutto più eccitante.
Dopo averle detto che accettavano  lo “Jus primae noctis” avevano cominciato a chiamarlo Padrone e al Signor Giorgio questo piaceva molto eccitandolo in modo pazzesco.    
La sera prima del matrimonio, alle sei dopo aver tirato giù la cler del bar come al solito il Signor Giorgio si sedette su di uno sgabello e li guardava fare le pulizie per lui era uno spettacolo impagabile meglio del Moulin Rouge.
-Allora Giulietta finalmente domani sera ti svergino, sei contenta.
-Si Padrone non vedo l’ora.
-E tu Giovannino.
-Anche io Padrone.
-Vedrai che prima notte di nozze ti faccio passare, Schiavetta. Cosi lui chiamava Giulia.
-Grazie Padrone.
-Tu preparati le brandina nel retrobottega stasera, che dormirai li mentre io faccio la prima notte con la tua mogliettina. Disse a Giovanni
-Certo Padrone.

-Schiavetta, vieni qui. Ordinò
-Si Padrone eccomi.
–Domani dopo le nozze sarai a mia completa disposizione, ti userò in tutti i modi possibili per soddisfare il mio piacere, lo sai?
-Certo Padrone. Rispose lei
Lui le prese la testa tra le mani e la bacio sulla bocca, era un bacio passionale che Giulia ricambio con piacere, poi  senza che il Signor Giorgio facesse alcuna richiesta Giulia le prese una mano e la baciò sul dorso,mentre a pochi metri di distanza Giovanni continuava i lavori di pulizia come se niente fosse ma eccitatissimo.

Il giorno dopo la cerimonia e il ricevimento furono normalissimi ci saranno stati una cinquantina di invitati tra parenti e amici fra di loro c’era il signor Giorgio che non stava più nella pelle.
Dopo i vari brindisi,  balli e la distribuzione delle bomboniere ovviamente gli ultimi ad andare via furono gli sposi con il Signor Giorgio.
Avvivati alla macchina il lanciò le chiavi a Giovanni.
-Schiavo fai in fretta che ho il cazzo che mi scoppia.
-Si Padrone, faccio più in fretta che posso
Giovanni si mise alla guida e Giulia con il Signor Giorgio si sistemarono nel sedile posteriore, per tutto il viaggio è stato un continuo baciarsi sulla bocca abbracciarsi e toccarsi mentre Giovanni guidava, arrivati a destinazione il Signor Giorgio e Giulia salirono nel nido d’amore degli sposini e Giovanni andò a stendersi nella brandina posizionata nel retrobottega del bar, si spogliò scopri di essere eccitatissimo e piano piano comincio a masturbarsi mentre nel appartamento di sopra il Signor Giorgio con molta cura tolse l’abito bianco da sposa a Giulia, le accarezzo e palpò i seni e il pube mentre la baciava, la depose sul letto e si spogliò rapidamente, comincio a leccarle e masturbarle la passera, le infilò un dito nell’ano poi di colpo la penetrò e cominciò a possederla violentemente.
-Oh Padrone si che bello, sento male ma è bellissimo Padrone.
Non ci volle molto prima che i due arrivarono ad un orgasmo sconvolgente, dopo aver goduto Giulia lo riempì di piccoli baci su tutto il corpo, poi lui le infilò il cazzo in bocca e lei cominciò a succhiarglielo, quando le fu tornato duro ricominciò a scoparla infilandoglielo tutto fino alla radice in un primo momento lentamente poi sempre più veloce e con più vigore, spingendoglielo dentro con forza, lui ansimava lei mugugnava muovendo freneticamente il bacino spingendolo in avanti e si inarcava per accoglierlo ancora di più fino in fondo, fu un amplesso furibondo finché l’orgasmo espose violento e la inondò del suo caldo seme mentre lei gemeva di passione.

La mattina dopo Giovanni verso le nove le portò il vassoio con una ricca colazione a letto, i due erano sfiniti ma Giulia era radiosa con un sorriso illuminate che fece eccitare Giovanni.
Ignorando il marito Giulia disse.
-Padrone grazie, possiamo rifarlo vero.
-Certo schiavetta. Rispose il Signor Giorgio.
E lo fecero per moltissime volte, in media un paio di volte a settimana per circa tre anni, fino a quando il signor Giorgio fece un infarto, si salvò per miracolo ma dovette vendere tutto e andare a vivere nella sua casa al mare in tranquillità e lontano dalle tentazioni. 

Giovanni e Giulia si volevano bene e avevano una bella vita sessuale tra di loro, mai banale sempre pena di nuove emozioni, per due anni furono una normale coppia, il bar andava bene e stavano ripagando tutti i debiti.
Quella mattina di primavera appena aperto il bar alle 6 il primo ad entrare fù un uomo alto e massiccio con la pelle olivastra sui 50 anni pochi capelli grigi e uno sguardo penetrante carismatico il colore degli occhi era quasi uguale a quello dei capelli.
Era l’autista di un camion che proveniva dalla Turchia, con una voce profonda e calda in un italiano stentato disse.
-Capoccio,brioche,pacchetto di sigarette e un cognac.
Giovanni capì subito che Giulia era stata colpita da quel uomo.
-Si sieda pure ad un tavolino, che la servo io. Disse Giulia con fare dolce.
L’uomo consumò velocemente la colazione e si bevve di un fiato il cognac.
-Io dovere fare doccia. Disse in modo duro.
-Nei bagni ci sono due docce, ma è meglio che venga su in casa nostra a farla, l’acqua e più cada e si sta meglio, le do io un accappatoio non si preoccupi, venga con me.
Giulia si incammino per le scale che portavano al appartamento e l’uomo la segui.
Giovanni ancora come tante altre volte era sucesso  tempo prima si scopri eccitatissimo.

lunedì 6 novembre 2017



Ciao a tutti da un po’ di tempo non riesco a postare niente, mancanza di tempo per scrivere, in più ho perso i file che contenevano tutti gli appunti le idee e le trame da sviluppare.

Cosi mi e venuto da chiedermi chissà quale storia vi è piaciuta e che vorreste un seguito?

ciao