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sabato 11 novembre 2017

JUS PRIMAE NOCTIS 5 Anni dopo



 
Giovanni e Giulia erano sposati da 5 anni, ancora lavoravano  insieme al bar “Da Giorgio” (vedi racconto Jus primae noctis)  Che una volta era di proprietà appunto del Signor Giorgio ora invece era loro, lo avevano comprato facendo un mutuo e molti sacrifici.
Abitavano nel appartamento sopra il bar che era nella zona industriale, anch’esso acquistato, non avevano cambiato nome al bar perche si sentivano molto legai al Signor Giorgio che al epoca aveva 65 anni ed era un uomo corpulento sempre in giacca e cravatta con fare arrogante e strafottente molto vanitoso, ma loro non avrebbero mai potuto scordalo.

Quando si sposarono 5 anni prima, lavoravano già li da 2 anni, Giovanni aveva 28 anni ed era un bel ragazzo come hobby giocava a Rugby alto 1 e 80 per 78 kg tipo atletico e muscoloso biondo con un bel carattere sempre allegro.
Giulia era una bellissima ragazza 22 anni longilinea ma con delle belle curve i capelli castano chiaro le scendevano fino alle spalle alta 1 e70 pesava 65 kg con la terza di reggiseno, erano una bella coppia moderna e affiatata.
Tutto era cominciato da una battuta del signor Giorgio
-Giovannino ti faccio la prima notte di nozze, sai una volta usava che quando una coppia si sposava  il Nobile della zona aveva il diritto di passare la prima notte di nozze con la sposina.
Al primo momento Giovanni e Giulia si offesero anche un pochino, poi però parlarono a lungo tra di loro e scoprirono di eccitarsi, al pensiero provavano un piacere intensissimo che partiva dalla testa e le incendiava il corpo.
Cosi qualche giorno dopo andarono dal Signor Giorgio alle sei il momento di chiudere il bar e diventando entrambi rossi paonazzi dalla vergogna le dissero.
-Signor Giorgio, noi abbiamo pensato parecchio a quella cosa che dice lei della prima notte di nozze e ci piacerebbe.
-Beh se va bene a voi a me va benissimo. Rispose lui, sorpreso.
-Sei vergine? Chiese a Giulia.
-Si Signore,  perché volevo arrivare vergine al matrimonio.
Il Signor Giorgio entrò in uno stato di eccitazione incredibile, non riusciva a credere alla fortuna, una giovane coppia moderna e di bella presenza come loro accettava di sottomettersi ad un antico rito medioevale e per di più la sposina era ancora vergine.
Non è che i due fossero dei fresconi che non avevano mai fatti niente, ma non erano mai arrivati alla penetrazione completa proprio per il desiderio di Giulia di avvivare vergine al matrimonio, poi quella proposta assurda surreale aveva acceso le fantasie perverse dei due giovani, ci pensavano mentre lui le succhiava i capezzoli finché non si bagnava bene e si dilatava la vagina poi le masturbava il clitoride e leccava fino a quando le schizzava in bocca il suo nettare, oppure quando era lei a farle dei giochini con la lingua, gli e lo succhiava palpandole i coglioni, quel pensiero rendeva tutto più eccitante.
Dopo averle detto che accettavano  lo “Jus primae noctis” avevano cominciato a chiamarlo Padrone e al Signor Giorgio questo piaceva molto eccitandolo in modo pazzesco.    
La sera prima del matrimonio, alle sei dopo aver tirato giù la cler del bar come al solito il Signor Giorgio si sedette su di uno sgabello e li guardava fare le pulizie per lui era uno spettacolo impagabile meglio del Moulin Rouge.
-Allora Giulietta finalmente domani sera ti svergino, sei contenta.
-Si Padrone non vedo l’ora.
-E tu Giovannino.
-Anche io Padrone.
-Vedrai che prima notte di nozze ti faccio passare, Schiavetta. Cosi lui chiamava Giulia.
-Grazie Padrone.
-Tu preparati le brandina nel retrobottega stasera, che dormirai li mentre io faccio la prima notte con la tua mogliettina. Disse a Giovanni
-Certo Padrone.

-Schiavetta, vieni qui. Ordinò
-Si Padrone eccomi.
–Domani dopo le nozze sarai a mia completa disposizione, ti userò in tutti i modi possibili per soddisfare il mio piacere, lo sai?
-Certo Padrone. Rispose lei
Lui le prese la testa tra le mani e la bacio sulla bocca, era un bacio passionale che Giulia ricambio con piacere, poi  senza che il Signor Giorgio facesse alcuna richiesta Giulia le prese una mano e la baciò sul dorso,mentre a pochi metri di distanza Giovanni continuava i lavori di pulizia come se niente fosse ma eccitatissimo.

Il giorno dopo la cerimonia e il ricevimento furono normalissimi ci saranno stati una cinquantina di invitati tra parenti e amici fra di loro c’era il signor Giorgio che non stava più nella pelle.
Dopo i vari brindisi,  balli e la distribuzione delle bomboniere ovviamente gli ultimi ad andare via furono gli sposi con il Signor Giorgio.
Avvivati alla macchina il lanciò le chiavi a Giovanni.
-Schiavo fai in fretta che ho il cazzo che mi scoppia.
-Si Padrone, faccio più in fretta che posso
Giovanni si mise alla guida e Giulia con il Signor Giorgio si sistemarono nel sedile posteriore, per tutto il viaggio è stato un continuo baciarsi sulla bocca abbracciarsi e toccarsi mentre Giovanni guidava, arrivati a destinazione il Signor Giorgio e Giulia salirono nel nido d’amore degli sposini e Giovanni andò a stendersi nella brandina posizionata nel retrobottega del bar, si spogliò scopri di essere eccitatissimo e piano piano comincio a masturbarsi mentre nel appartamento di sopra il Signor Giorgio con molta cura tolse l’abito bianco da sposa a Giulia, le accarezzo e palpò i seni e il pube mentre la baciava, la depose sul letto e si spogliò rapidamente, comincio a leccarle e masturbarle la passera, le infilò un dito nell’ano poi di colpo la penetrò e cominciò a possederla violentemente.
-Oh Padrone si che bello, sento male ma è bellissimo Padrone.
Non ci volle molto prima che i due arrivarono ad un orgasmo sconvolgente, dopo aver goduto Giulia lo riempì di piccoli baci su tutto il corpo, poi lui le infilò il cazzo in bocca e lei cominciò a succhiarglielo, quando le fu tornato duro ricominciò a scoparla infilandoglielo tutto fino alla radice in un primo momento lentamente poi sempre più veloce e con più vigore, spingendoglielo dentro con forza, lui ansimava lei mugugnava muovendo freneticamente il bacino spingendolo in avanti e si inarcava per accoglierlo ancora di più fino in fondo, fu un amplesso furibondo finché l’orgasmo espose violento e la inondò del suo caldo seme mentre lei gemeva di passione.

La mattina dopo Giovanni verso le nove le portò il vassoio con una ricca colazione a letto, i due erano sfiniti ma Giulia era radiosa con un sorriso illuminate che fece eccitare Giovanni.
Ignorando il marito Giulia disse.
-Padrone grazie, possiamo rifarlo vero.
-Certo schiavetta. Rispose il Signor Giorgio.
E lo fecero per moltissime volte, in media un paio di volte a settimana per circa tre anni, fino a quando il signor Giorgio fece un infarto, si salvò per miracolo ma dovette vendere tutto e andare a vivere nella sua casa al mare in tranquillità e lontano dalle tentazioni. 

Giovanni e Giulia si volevano bene e avevano una bella vita sessuale tra di loro, mai banale sempre pena di nuove emozioni, per due anni furono una normale coppia, il bar andava bene e stavano ripagando tutti i debiti.
Quella mattina di primavera appena aperto il bar alle 6 il primo ad entrare fù un uomo alto e massiccio con la pelle olivastra sui 50 anni pochi capelli grigi e uno sguardo penetrante carismatico il colore degli occhi era quasi uguale a quello dei capelli.
Era l’autista di un camion che proveniva dalla Turchia, con una voce profonda e calda in un italiano stentato disse.
-Capoccio,brioche,pacchetto di sigarette e un cognac.
Giovanni capì subito che Giulia era stata colpita da quel uomo.
-Si sieda pure ad un tavolino, che la servo io. Disse Giulia con fare dolce.
L’uomo consumò velocemente la colazione e si bevve di un fiato il cognac.
-Io dovere fare doccia. Disse in modo duro.
-Nei bagni ci sono due docce, ma è meglio che venga su in casa nostra a farla, l’acqua e più cada e si sta meglio, le do io un accappatoio non si preoccupi, venga con me.
Giulia si incammino per le scale che portavano al appartamento e l’uomo la segui.
Giovanni ancora come tante altre volte era sucesso  tempo prima si scopri eccitatissimo.

lunedì 6 novembre 2017



Ciao a tutti da un po’ di tempo non riesco a postare niente, mancanza di tempo per scrivere, in più ho perso i file che contenevano tutti gli appunti le idee e le trame da sviluppare.

Cosi mi e venuto da chiedermi chissà quale storia vi è piaciuta e che vorreste un seguito?

ciao

lunedì 10 luglio 2017

TRADIMENTO



La scoperta

Federico era bianco in volto con un espressione assente, teneva ancora in mano la lettera che aveva appena finito di leggere ed era sconcertato.
La guardò di nuovo, si la calligrafia era quella inconfondibile di sua moglie e poi era anche firmata.
Elisa le disse.
-Lo so che è difficile da crederci ma questa lettera l’ha scritta tua moglie a mio marito circa tre mesi fa, l’ho trovata nel cassetto sotto la scrivania di Antonio, un giorno che stavo spolverando e mi sono accorta che il cassetto era semichiuso, per istinto l’ho aperto e l’ho vista subito era aperta forse l’aveva appena riletta a me è saltata agli occhi la calligrafia femminile.
-Sai se ce ne sono altre? Chiese Federico
-Nel cassetto no, se ci sono le tiene da un'altra parte. Rispose Elisa
Federico aveva lo sguardo spento e il viso era bianco, non era più l’uomo di mezzora fa.
Non era più un uomo allegro e rilassato sempre pronto a scambiare battute con tutti, un uomo di 35 anni con un fisico atletico e lo sguardo da persona tranquilla con un carattere gioviale.
Adesso era un uomo distrutto, il suo mondo le era caduto addosso aveva scoperto che sua moglie la donna che adorava aveva una relazione con un altro uomo che tra l’altro abitava proprio sopra di loro.
Posò un'altra volta gli occhi sulla lettera.

Antonio, amore mio, mio unico signore.

Ti chiedo di rendermi tua schiava per la vita, ti giuro padrone mio che ti ubbidirò con sottomissione assoluta e fedeltà, facendo qualsiasi cosa tu mi chiederai tutte le volte che vorrai, senza mai opporre resistenza.
Tu sei il mio unico pensiero e annullerò me stessa per te,  perché senza di te sono niente uno zero non esito.

Non riusciva a credere che sua moglie avesse potuto scrivere quelle cose.
Laura è una donna moderna indipendente che manda avanti da sola un negozio di abbigliamento, non era mai stata sottomessa ne a lui ne ha nessun altro, nemmeno ai genitori.
-Meglio che per il momento facciamo finta di niente e teniamo gli occhi aperti. Disse Federico.
-Si meglio non dire niente per ora. Ribadì Elisa.
Si alzò dalla sedia del soggiorno dove era seduto.
-Rimettila a posto come se non l’avessimo vista. Si raccomando ancora Federico.
-Sono tre mesi che ogni tanto la rileggo e la rimetto a posto e non se ne è mai accorto. Rispose Elisa.

Tornato nel sua appartamento al pino di sotto Federico si sedette sul divano, avvertì una stanchezza insopportabile, non riusciva a credere, eppure era tutto cosi chiaro, al improvviso provò una strana sensazione di piacere aveva immaginato sua moglie che faceva sesso con quel uomo e inspiegabilmente si era eccitato.
Quando Laura rientrò lo trovò ancora seduto sul divano, l’eccitazione era sparita quando aveva sentito i passi della moglie sul pianerottolo e aprire la porta di casa, fino ad un secondo prima aveva dovuto sforzarsi per resistere alla tentazione di masturbarsi.

La sera a letto Federico si avvicinò a Laura nel tentativo di avere un rapporto sessuale con lei.
Laura lo allontanò.
-No sono stanca, non mi va proprio. Le disse respingendolo.
Federico fu ancora più eccitato dopo il rifiuto della moglie, aspettò che Laura si addormentasse poi si alzò dal letto e andò in bagno dove si masturbò come faceva da ragazzo ma questa volta con nella mente l’immagine di sua moglie con un altro uomo e il suo godimento fu di gran lunga superiore.

Nei giorni successivi, Federico studiò Laura con molta attenzione, effettivamente aveva cambiato pettinatura, il volto più rilassato, era meno tesa, il suo modo di vestire era leggermente più sexy anche se sempre molto elegante raffinato, curata nel trucco leggero.
Insomma i segnali c’ erano tutti,  Laura aveva un amante, Federico ne era sicuro.
Il fatto era che lui non sapeva come agire se far finta di niente sperando che le cosa finisse da sola o affrontare l’argomento con sua moglie, la cosa che più lo inquietava era il fatto che ogni volta che ci pensava si eccitva.  

sabato 1 aprile 2017

AMANTE-PADRONE 2



La mattina dopo era il giorno di Natale alle 10  Alfio e Miriam stavano ancora dormendo abbracciati in camera da letto, Io che non avevo dormito tutta la notte ero già in piedi da ore, mentre rimettevo in ordine dalla sera prima, pensavo ancora a Miriam avvinghiata al corpo di Alfio il suo membro che la penetrava e scopava in modo lento e infinito, al suo viso bello e beato e alla sua espressione quando ha goduto, mi ero messo il grembiule che aveva portato Alfio per me quello usato da cuoca in cotone pesante, avevo voglia di ringraziarlo e dirle di considerarmi suo servo.
Stavo cominciando a preparare la tavola in soggiorno quando suonò il campanello.
Momento di panico, rimasi immobile qualche secondo e poi andai ad aprire dopo essermi tolto il grembiule.
Erano mia suocera e mia cognata, mamma e sorella di Miriam.
-Ah ciao siete già qui. Esclamai.
-Certo siamo venute prima per dare una mano. Ha risposto la sorella.
Sono entrate io ero rosso in volto e non sapevo cosa fare situazione a dir poco imbarazzante.
-Miriam dorme ancora è stata poco bene. Ho detto mentre andavano in cucina.
-Niente di che, ma sta ancora riposando.
Sono andato in camera.
Ho svogliato i due amanti e sottovoce ho detto 
-Scusate se vi sveglio, ma sono già qui tua mamma è tua sorella. Rivolto a Miriam 
I due si svegliarono Alfio era calmo e tranquillo mentre Miriam comincio subito ad agitarsi.
-Oddio cosa facciamo. Esclamò .
-Stai calma. L'ha rassicurata Alfio.
-Trovate una scusa per farle uscire di casa anche per pochi minuti, io sto qui fino al momento buono poi me la scigno in fretta.
Miriam le diede un bacio sulla guancia. 
-Si amore, hai sempre la soluzione giusta. Gli ha detto  in modo languido.
Miriam si è messa una  e vestaglia ed è uscita, ha salutato mamma e sorella visibilmente agiata 
Mantenere la calma non è stata una cosa facile, ci sono voluti parecchi minuti prima che mi venisse in mente qualcosa.
-Simona e Monica, ho bisogno di voi dovete venire con me giù in cantina, devo prendere qualche bottiglia di vino per il pranzo.
-Non puoi fare due viaggi. Rispose mia suocera.
-No meglio che andate giù una volta sola, io sono ancora in vestaglia meglio che lo accompagnate. Disse Miriam 
-Bah va bene, rispose seccata Simona, mia suocera.
Arrivati giù in cantina, ho cercato di guadagnare più tempo possibile fingendo di cercare le bottiglie che sapevo esattamente dove erano.
-Ma tutto sto vino devi portare su? Ha detto Monica mia cognata.
-Si ci vuole. Ho risposto sempre più imbarazzato.
Rientrati in casa quando Miriam mi ha fatto un sorriso e un piccolo gesto con la testa, ho tirato un sospiro di sollievo, Alfio era uscito da casa.

Mia moglie è andata a vestirsi e quando tornò indossava la camicetta fucsia a maniche lunghe la gonna nera con spacco laterale le calze di sera grigie fiumee, scarpe con il tacco12 e per completare l'opera proprio come Alfio voleva si mise il grembiulino in cotone bianco.
-Aspetti qualcuno di speciale ? Chiese sua mamma vedendola.
-Perché ? Rispose Miriam.
-Mahhh. Esclamò mia suocera.
Verso mezzogiorno sono arrivati mio cognato e mio suocero ci siamo messi a tavola e abbiamo consumato il pranzo Natalizio.
Intorno alle 16, 30 suonò il campanello.
-È arrivato Alfio. Disse mia moglie alzandosi da tavola per andare ad aprire, probabilmente si erano scambiati messaggi per tutto il giorno e l'aveva avvisata che stava arrivando.
-Lui è Alfio, nostro amico che tenevamo molto a farvi conoscere. Annunciò Miriam.
Mia suocera si alzò da tavola e andò a stringerle la mano.
-Piacere sono la mamma. Si presentò.
Anche tutti gli altri fecero lo stesso, Alfio si sedette a tavola al mio posto, io rimasi in piedi e andai a preparare i caffè.
Per tutto il resto del pomeriggio ci furono occhiatine di intesa, sorrisetti tra i nostri ospiti.
Io non seguivo le discussioni perché mi davo fare avanti e indietro dalla cucina, ad un certo punto però ho sentito mia suocera dire
-Oh Miriam ma il Signor  Alfio è l'uomo perfetto, ogni donna vorrebbe essere sua.
-Si è proprio un uomo superiore in tutto e per tutto, io e Filippo le siamo molto devoti, ha detto Miriam 
-Brava figlia mia. Ha esclamato mia suocera.
-Filippo, si sente così inferiore nei suoi confronti. Ha aggiunto mia moglie 
-E ha ragione. Ha detto mia cognata.

Quando se ne sono amati tutti, Alfio non ha perso tempo, la sua mano è scivolata sotto la gonna di Miriam e ha comica a baciarla, l'ha appoggiata alla parete, ha tirato su la gonna e strappato gli slip.
Lei ha allargato le cosce mettendole sui suoi fianchi aprendole la strada è donandole tutto di lei.
Alfio le infilo il suo membro gonfio e duro.
Lei senza pudore le disse.
-Lo voglio dentro tutto al massimo più che puoi, voglio sentire il tuo sperma scaldarmi lo stomaco.
Lu si eccitò ancora di più, le mise le mani dietro il sedere e cominciò ad aumentare il ritmo, scopandola come un forsennato, quasi subito lei godette, stravolta dal piacere si era persino dimenticata che ero li a guardare.
Lui le leccava il collo eccitandola finché emise un ruggito e godette dentro di lei.
Lei ha accolto con passione cercando di non perdere niente del suo liquido, finché spossati si lasciarono cadere per terra e cominciarono a baciarsi e accarezzarsi in modo famelico.
-Sono tua, sono solo tua, ti amo. Sussurrava Miriam.
Alfio mi ha guardato.
-Fila a lavare i piatti e rimettere in ordine tutto. Mi ha ordinato.
-Aspetta. Disse mia moglie.
-Prima ringrazia Alfio, su da bravo come ti ho insegnato.
Con lo sguardo basso sono andato a baciare i piedi del uomo che aveva appena usato sessualmente mia moglie.
Lui mi disse.
-D'ora in poi quando ci sono io ti dormirai sul divano, il letto spetta a me e a Miriam.
Togli le tue cose e vestiti dal armadio e mettili da qualche altra parte il tuo spazio nel armadio è mio.
Queste sono le prime regole per cominciare.
-Si va bene e grazie per quello che fate è come fate stare bene mia moglie Signor Alfio. Ho risposto